Feeds:
Articoli
Commenti

Incontri pubblici per la cooperazione internazionale e per quella sociale.

In tempi di crisi economica un pilastro su cui investire per la crescita e la tenuta dell’occupazione è quello della cooperazione. Sul suo sviluppo punta proprio Gilberto Dindalini, candidato del PD alle primarie della Provincia di Arezzo, che ha organizzato due incontri con i soggetti della cooperazione internazionale e della cooperazione sociale.
“I fondamentali economici ci dicono che in provincia di Arezzo c’è ancora spazio per irrobustire la cooperazione, per aprirla ed integrarla al mercato, per creare opportunità di diverso livello, compreso quelle per i giovani laureati che vogliono lavorare ad esperienze internazionali. Per inserire nel mercato altri nuovi attori e per consolidare quelli esistenti –ha detto Gilberto Dindalini- l’Amministrazione provinciale dovrà istituire uno speciale ‘incubatore della cooperazione’, per accompagnare i nuovi soggetti nel periodo di star-up iniziale, per realizzare innovativi piani di intervento e progetti di attività, per permettere loro di accedere meglio al credito ed alla formazione professionale, per creare il sistema di relazioni nazionali ed internazionali che garantisca un più facile inserimento”.
Le statistiche, inoltre, dimostrano che la flessibilità delle organizzazioni che operano nelle diverse tipologie di cooperazione è un fattore di emersione dell’occupazione, permettendo l’accesso al lavoro a persone che altrimenti lavorerebbero nel sommerso.
“E’ su questa idea che ho deciso di organizzare due specifici incontri con i soggetti che già operano, a vario titolo, in questi settori. Per la cooperazione internazionale cercherò di capire la possibilità di realizzare un grande progetto unitario per inserirsi nell’Euro-African partenership della Regione Toscana e delle Nazioni Unite, stimolando anche l’adesione della Provincia di Arezzo al ‘Protocollo della Carta Africana dei diritti dell’uomo e dei popoli relativo ai diritti delle donne’. Per la cooperazione sociale discuterò con loro il modello di ‘incubatore’ per la crescita”.
La prima manifestazione, su “Cooperazione internazionale: l’impegno delle Associazioni”, si terrà martedì 27 gennaio –ore 17,00- al Circolo Aurora di Arezzo. Le relazioni sono di: Enrico Cecchetti (consigliere Fondazione Monte dei Paschi di Siena e coordianatore progetto ‘Euro-African parteneship’ Undesa/Regione Toscana), Alessandro Caporali (assessore del Comune di Arezzo alle politiche comunitarie, internazionali e cooperazione). Interverranno i rappresentanti di: Arci, Caritas, Rondine ‘Cittadella della Pace’, Ucodep. Concluderà i lavori il candidato Gilberto Dindalini.
Il secondo incontro, con i rappresentanti del mondo delle cooperative sociali, è previsto nella mattina di mercoledì 28 gennaio presso il “Comitato insieme per Dindalini’ (Piazza Guido Monaco – Arezzo).
DOMENICA 25 GENNAIO 2009 18:39 – ufficio stampa

Annunci
Gilberto Dindalini

Gilberto Dindalini

 

“Ho  preso questa decisione  per evitare la logica delle candidature calate dall’alto. Voglio promuovere un confronto reale e partecipato”

Video da Arezzo Notizie Video 

Gilberto Dindalini è il primo dei candidati ufficiali alle elezioni primarie di coalizione per il nuovo presidente della Provincia di Arezzo. Questa mattina, l’ex sindaco di Civitella in Val di Chiana ed attuale consigliere provinciale, ha depositato presso la federazione provinciale del Partito Democratico le firme necessarie per la corsa interna al centrosinistra, che si terranno il 1 febbraio 2009.
A sottoscrivere a favore di Dindalini, come prevede il regolamento, sono stati oltre cento componenti l’Assemblea territoriale del PD, con una quota superiore al 35% dei ‘grandi elettori’, dimostrando un radicamento forte sia in tutte le vallate aretine che nel capoluogo e rappresentando in modo equilibrato tutte le anime del partito. Ma soprattutto, tra i sottoscrittori, spicca la parte più giovane della dirigenza del PD. “Saranno i giovani ad aiutarmi –ha detto Dindalini- a mettere in campo quella marcia in più di cui il centrosinistra ha bisogno, per sviluppare nei prossimi anni quello che adesso è arrivato a maturazione, in un processo dove occorre conservare le cose buone per innovarle”.
“In questa occasione il mio primo contributo –ha dichiarato l’ex sindaco di Civitella- è stato quello di evitare che la scelta del nuovo presidente della Provincia venga fatta nelle stanze chiuse dei partiti, con giochi poco trasparenti”.  La sottoscrizione della candidatura a favore di Gilberto Dindalini, comunque, resterà aperta fino alla naturale scadenza, che il regolamento del partito fissa al 3 gennaio 2009.
“Sono per il confronto politico vero e perciò ho voluto scongiurare il rischio che per le primarie si arrivasse a candidature calate dall’alto che mortificherebbero il centrosinistra, senza chiamare gli elettori a decidere realmente. E’ una questione di democrazia –ha sottolineato Dindalini- visto che in Italia abbiamo già il nostro profeta del pensiero unico che sta dall’altra parte e che è portatore di valori opposti a quelli del popolo delle primarie”.
“L’esperienza di governo dell’amministrazione Ceccarelli è stata positiva, con interventi eccellenti e rispondenti ai doveri che le nuove competenze, assegnate da Stato e Regione alle Province, hanno comportato. Però, nei prossimi anni occorrerà introdurre dei fattori di innovazione, per avvicinare di più la Provincia ad imprese e cittadini, riducendo il peso burocratico e creando una rete di sistema con istituzioni e formazioni sociali”.
“Nelle elezioni provinciali –ha affermato Dindalini- i cittadini hanno in mano una grande opportunità di scegliere e di mandare un segnale forte di partecipazione. La nostra gente ci chiede di cambiare, di non essere burocratici, di dare risposte ad alta velocità”. Da oggi, dunque, inizia la corsa alla presidenza della Provincia di Arezzo.

da http://www.arezzonotizie.it

Domani il presidente della Regione Toscana Claudio Martini berrà un caffè all’idrogeno: moka tradizionale ma scaldata con combustibile pulito e made in Italy invece che con gas russo. Si festeggerà così, ad Arezzo, il battesimo del primo idrogenodotto al mondo che corre in mezzo alle case, tra il supermercato e la fermata dell’autobus, il giornalaio e il bar. Un tubo pieno di energia buona per tutti gli usi: servirà a produrre acqua calda ed elettricità, tepore invernale e fresco estivo. Usando una fonte nostrana e inesauribile come il sole.

A ideare il progetto è stata una piccola cooperativa di trentenni, la Fabbrica del Sole, che ha messo sul piatto 800 mila euro più i 400 mila stanziati dalla Regione Toscana. Per il momento l’idrogeno viene ricavato prevalentemente dal metano, ma entro l’anno sarà al cento per cento pulito grazie ai pannelli fotovoltaici che forniranno l’energia necessaria a scindere le molecole dell’acqua separando l’ossigeno (destinato a usi medici) dall’idrogeno.

I primi beneficiari dell’idrogenodotto saranno quattro aziende orafe (tra cui la Unoaerre, leader mondiale nel settore delle catene d’oro) che da sempre usano l’idrogeno come materia prima per le saldature e l’eliminazione degli ossidi. Ma si stanno ultimando gli accordi per portare l’idrogeno anche nelle case: sostituirà il metano in cucina e fornirà, attraverso una fuel cell, sia elettricità che calore e fresco.

“L’idrogeno viaggia a bassa pressione in un tubo di 10 centimetri di diametro a poco più di un metro di profondità, non ci sono problemi di sicurezza”, spiega Emiliano Cecchini, presidente della Fabbrica del Sole. “Per ora abbiamo realizzato un chilometro di condotte ma le potenzialità sono enormi perché in questo modo è possibile distribuire in modo facile ed economico elettricità, calore, carburante per le auto. E infatti l’idea piace. All’inaugurazione offriremo un caffè all’idrogeno anche al consigliere scientifico dell’ambasciata cinese che ci ha chiesto di disegnare un progetto simile per Pujan, una città di 600 mila abitanti vicino a Shangai”.

Ma non è solo Pechino a guardare con interesse allo sviluppo dell’idrogeno. Il Giappone ha scommesso su questa tecnologia 20 miliardi di euro nel periodo 2006 – 2012. E il Parlamento europeo ha deciso di realizzare, entro il 2025, una capillare rete infrastrutturale dell’idrogeno.

In Italia, oltre alla Toscana che a Pisa sta mettendo a punto il distretto dell’idrogeno da eolico, si muove con decisione anche la Puglia. Entro un anno entreranno in funzione cinque distributori di idrometano, una miscela formata dal 30 per cento di idrogeno e dal 70 per cento di metano, che potrà essere utilizzato dalle macchine a metano (senza alcuna modifica per quelle vendute negli ultimi 2 o 3 anni). “Estenderemo questo progetto, finanziato con 5 milioni di euro dal ministero dell’Ambiente e dalla Regione Puglia, al rifornimento delle barche”, spiega Nicola Conenna, presidente dell’Università dell’idrogeno, con sede a Monopoli. “Le barche a vela potranno utilizzare idrogeno puro per i loro motori ausiliari e per le altre imbarcazioni sarà disponibile l’idrometano”.

www.sipuofare2008.net

12mila gazebo in tutta Italia, il PD si prepara alla volata finale

Domenica 30 marzo si terrà il “D-Day” del PD. Riapriranno i seggi delle primarie dello scorso 14 ottobre per distribuire ai cittadini materiale, opuscoli, vademecum e “istruzioni per l’uso” con alcuni suggerimenti utili a diffondere le ragioni e le idee del Partito Democratico.

L’obiettivo, spiegano Dario Franceschini ed Ermete Realacci in conferenza stampa, è di arrivare ad avere “un milione di volontari che mettono a disposizione il loro tempo per le ultime due settimane di campagna elettorale”.

Il vicesegretario Dario Franceschini annuncia che “domenica partirà la rimonta finale, come se mettessimo la freccia per il sorpasso. Con il Democratic Day ci prepariamo alla volata finale con la forza di centinaia di migliaia di cittadini. L’obiettivo – segue Franceschini – è arrivare a mobilitare 1 milione di volontari che scendano attivamente in campo per convincere gli indecisi a votare per il Pd”.

Sì, perché “la maggioranza degli indecisi – aggiunge Franceschini – circa il 20 per cento, decide per chi votare sulla base di consigli di amici, parenti, conoscenti, vicini”.

Verranno allestiti circa 12mila gazebo nelle 110 province italiane e in oltre 6mila comuni (solo a Roma i gazebo saranno 200). Per tutta la giornata, i candidati e i vertici del partito si mobiliteranno nei vari seggi assieme ad alcune personalità (il cui nome per ora è top secret e verrà svelato più avanti) per raccogliere quanti più volontari possibile che si dedichino alla campagna elettorale.

Verranno quindi distribuiti i pieghevoli contenenti semplici strumenti e consigli per aiutare la campagna elettorale di Walter Veltroni.

Nel vademecum sono riportate le “12 azioni per cambiare l’Italia”, dall’invito a cena con Pd alle bandierine da esporre sulla bicicletta o sull’auto; dall’organizzare un aperitivo democratico all’invio di sms e e-mail. Strumenti pensati “incrociando i saperi e le conoscenze del territorio” aggiunge Franceschini.

E il responsabile comunicazione del Partito Democratico Realacci sottolinea come “molto spesso in superficie si nasconda la profondità” dichiarando che nonostante l’importanza di Internet “l’arma della campagna elettorale del futuro è il ritorno al dialogo diretto tra la gente”

Dal D-Day in poi parte “la seconda parte della campagna elettorale e ci prepareremo alla volata finale – conclude Franceschini – se ognuno dei cittadini attivi convincesse almeno una persona che ha votato dall’altra parte la vittoria sarebbe assicurata in maniera aritmetica”.

Video della presentazione

Articolo tratto da http://www.partitodemocratico.it  

Data simbolo per ricordare tutte le vittime delle mafie

Eravamo oltre 100mila, sabato 15 marzo a Bari. Arrivati da tutta Italia e da molti paesi dell’Europa. Impossibile non rilevare, nel flusso multicolore di associazioni, gruppi, delegazioni, scuole, l’altissima percentuale di giovani.

Con la loro energica freschezza e la loro serietà, il loro desiderio di cercare e la loro volontà di capire. Eravamo più di 100mila a stringerci attorno alle centinaia di familiari delle vittime delle mafie. Sono stati loro i protagonisti e l’anima di questa giornata. Li abbiamo accolti, ascoltati, accompagnati. Abbaimo sentito sulla nostra pelle le parole del dolore ancora vivo, a volte gridato, altre sommesso, altre ancora sopraffatto da un’emozione che riemergeva incontenibile. Percorrendo quel lungomare abbiamo scandito per l’interminabile corteo i nomi dei loro cari. Quei nomi – come pietre miliari di cammino – continueremo a scandirli anche il 21 marzo: come da tredici anni a questa parte. Il 21 marzo: primo giorno di primavera, segno di vita che si rinnova. Sono più di settecento le vittime innocenti uccise dalle mafie. Pronunciare insieme quei nomi, custodirili come un seme prezioso da accudire e alimentare ogni giorno, è il senso della “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, ma anche il possibile nesso – per chi abbia certi riferimenti spirituali o ne sia alla ricerca – tra la lotta alle mafie e la Pasqua, tra i racconti evangelici della Passione e il desiderio di costruire giustizia su questa terra.

Le mafie ci vogliono far credere che il cerchio del sopruso e della morte stringa attorno a noi implacabilmente. Ci vogliono convincere che l’unica legge sia quella del più forte, che tra uomini non possa darsi fratellanza, prossimità, giustizia. E che di fronte alla violenza – violenza delle armi, ma anche della corruzione, della menzogna, dell’indifferenza – altra scelta non abbiamo che quella di farci i fatti propri, non impicciarci, badare ai nostri interessi. Tacendo quando dovemmo parlare, tirando dritto quando ci dovremmo fermare, guardando altrove quando dovremmo aprire gli occhi e guardare fisso in quelli di chi è piegato, affaticato, privato della libertà, bloccato dalla paura o svuotato dalla rassegnazione. La buona notizia del Vangelo rompe però questo circolo vizioso, smonta questo schema all’apparenza ineluttabile. Il primo giorno dopo il sabato, quando è ancora buio e quando la morte e violenza sembrano ormai vincere, qualcosa si muove. C’è qualcuno che – più di altri – non si rassegna e che continua a crecare. A sperare nel cambiamento. Ed è a questo punto che chi cerca scorge la pietra sopra il sepolcro ribaltata. Vita e giustizia hanno vinto; luce e speranza hanno fugato buio e violenza. Gesù di Nazareth è stato risuscitato. E’ vivo. Per continuare a proporre la libertà del “vincere il male con il bene”; del resistere all’ingiustizia con quel semplice, ma incisivo e sempre attuale “fame e sete di giustizia”.

100mila vivi che camminano e 700 nomi (volti, storie e vite spezzate) ri-proposte alla meditazione, al ricordo, alla prova della solidaretà e, per chi ha riferimenti di fede, alla preghiera per fare in modo che la via crucis che ci separa alla Pasqua non di fermi al Venerdì Santo. La pietra è stata ribaltata. Il buio finalmente vinto dalla luce. Ora l’impegno è nuovamente possibile e ogni rasseganzione, ogni silenzio o complicità con il male devono essere definite per quello che sono: negazione del cambiamento, omissione e privazione di libertà. L’impegno per la giustizia è nuovamente possibile. A partire dal nostro quotidiano. Per tutti. Per ciascuno. Finalmente certi del fatto che “lotta e preghiera” sono la sola modalità per resistere alla tentazione della violenza e ritrovare le ragioni della verità che ci rende liberi. Anche dalle mafie.

Ma una speranza che si regge sull’impegno. Anzi che scaturisce dall’impengo. Come può del resto condurci lontano una speranza non alimentata da gesti quotidiani? Una speranza non sorretta da una responsabilità senza scadenze, non orientata da un realismo che sappia evitare sia le lusinghe dell’illusione, sia la trappola della delusione? Ecco allora il senso dell’espressione “memoria e impegno”, dove la “e” congiunge, ma anche identifica: memoria è impegno.

Ecco il senso di un ricordare che non è solo un inchinarsi metaforicamente di fronte a testimonianze di generosità, di coraggio e integrità civile, ma un piegarsi concretamente per raccogliere il testimone di chi ha agito per fame e sete di giustizia, avendo riconosciuto in quella fame e sete il fondamento di una vita capace dell’impegno e di amore.

Senso di una Pasqua che è Passione e Resurrezione di Cristo, ma insieme rinnovamento profondo delle coscienze nel segno dell’impegno e della ricerca di verità.

don Luigi Ciotti 

Nasce la Rivista Mensile di “Innovatori Europei” ed ecco la NUMERO UNO

Sono passati due anni dalla nascita di questo progetto, che inizia dall’impegno politico di un gruppo di amici a Roma per poi crescere in tutta Italia ed in Europa e diventare, piano piano, un Movimento presente in 40 territori ed un giovane Think Tank .

Dopo questi due anni passati attraverso un processo di “distruzione creativa”, infatti, Innovatori Europei ora vuole dedicarsi principalmente a diventare un innovativo e giovane Think Tank, specializzato sui temi del Sapere e Innovazione, Energia ed Ambiente, Politiche Europee ed Euro-Mediterranee.

Questa rivista, che verrà distribuita in maniera gratuita, in un primo momento in formato digitale, rappresenta il primo passo verso la sistematizzazione della nostra Knowledge Base, e speriamo sia da stimolo per il miglioramento dei nostri lavori.

Il mio augurio è che Innovatori Europei cresca, diventando un punto di incontro in cui discutere, insieme, su quei temi nuovi, che da sempre mi/ci appassionano, e che spero pian piano appassioneranno i cittadini europei del nuovo millennio.

Vi aspettiamo in tanti, per collaborare alla rivista, ai Centri di Competenza, o alla crescita di Innovatori Europei a livello territoriale.

Grazie a tutti quelli che hanno creduto e credono a questo progetto nuovo, e a quelli che ci crederanno.

Londra, Martedì 18 Marzo, 2008 – Massimo Preziuso